Nishnaabemowin · Anishinaabe

kobade

un maillon dans une chaîne

Parola *mishnabemowin* riportata dalla scrittrice michi saagiig nishnaabeg Leanne Betasamosake Simpson (*As We Have Always Done*, 2017), che la trae dall’anziana Edna Manitowabi: un solo termine per indicare i bisnonni E i bisnipoti — un anello nella catena tra le generazioni, le nazioni, gli stati dell’essere e gli individui. Per estensione, la stirpe e la nazione stesse, *«un lungo kobade che si snoda attraverso il tempo»*, intrecciato a tutte le nazioni del vivente. Chi parla non si considera alla fine della propria linea, ma come un anello, trattenuto e trattenente, con un obbligo rivolto a valle: dare più di quanto si prenda, per il *kobade* a venire.

kobade is a word we use to refer to our great-grandparents and our great-grandchildren. It means a link in a chain—a link in the chain between generations, between nations, between states of being, between individuals.
Leanne Betasamosake Simpson, As We Have Always Done: Indigenous Freedom through Radical Resistance, Introduction (rapportant l'aînée Edna Manitowabi ; citation en anglais). University of Minnesota Press, 2017

La grafia è quella del libro — kobade — e la parola non viene solo da Simpson: la riprende dalla maggiore Edna Manitowabi. « Un anello in una catena » non è che una resa francese artigianale della glossa che ne dà Simpson, segnalata come tale.

La mancanza che colma risiede in una singolarità: kobade designa con un’unica parola i bisnonni e i bisnipoti. Il francese separa ciò che l’nishnaabemowin unisce — abbiamo « antenati » e « discendenti », due parole per due direzioni, e un soggetto che si pone al centro come da un punto di osservazione. Kobade tiene insieme i due capi in un sol tratto, perché lo stesso legame li attraversa: chi parla non è al termine della sua linea, ne è un anello, stretto tra due prese. I am a link in a chain. We are all links in a chain.

La parola travalica presto la parentela umana. Simpson definisce la propria nazione a long kobade, cycling through time — un lungo kobade che scorre nel tempo: un tessuto di legami intrecciati alle nazioni vegetali, alle nazioni animali, ai fiumi, ai laghi, al cosmo. E porta con sé un’etica rivolta più a valle che a monte: we should give more than we take, dare più di quanto si prenda, affinché il kobade a venire sopravviva e prosperi.

Da distinguere dal whakapapa māori, che collega anch’esso tutti gli esseri attraverso la discendenza: il whakapapa si recita come una genealogia che risale all’origine e riconduce il presente alle sue fonti; kobade nomina innanzitutto le due estremità viventi della catena e si protende verso ciò che viene. L’uno radica annodandosi all’inizio; l’altro impegna tendendo verso il seguito. E mentre biiskabiyang, altro termine di Simpson, nomina il movimento — il ritorno a sé —, kobade nomina la forma: la catena di cui si è un anello.

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