Sanskrit · Vedānta

Karma-yoga

karma-yoga

La via dell’azione — una delle tre grandi vie della *Bhagavad-Gītā* insieme alla conoscenza e alla devozione. Krishna la contrappone alla « Scienza secondo la Ragione » (*Sāṅkhya*): non rinunciare alle opere, ma compierle svincolandosi dal loro frutto. Agire senza incatenarsi all’azione, questa è l’Unione (*yoga*) che la *Gītā* insegna al guerriero che vorrebbe sottrarsi al combattimento.

Je t’ai exposé la Science selon la Raison (Sânkhyâ) ; entends-la aussi selon la doctrine de l’Union (Yôga). En t’y attachant, tu rejetteras le fruit des œuvres, qui n’est rien qu’une chaîne.
Krishna (attrib.), Bhagavad-Gîtâ, Chapitre II, 39. Bibliothèque orientale, 1861 · trans. Émile Burnouf · source

Tutto parte da un vicolo cieco. Arjuna rifiuta di combattere, paralizzato dall’orrore di uccidere i suoi. La risposta di Krishna non è dispensarlo dall’atto, ma insegnargli un altro modo di agire. La parola yoga qui significa « giunzione », « unione »: congiungere l’azione alla fermezza dell’anima, così che l’opera si compia senza che il suo autore vi si attacchi. Burnouf traduce il termine ora con « Unione », ora con « Unione mistica ».

La formula decisiva arriva due versi più avanti: « Sii attento all’adempimento delle opere, mai ai loro frutti ». Il karma-yoga non predica né l’ozio né il disinteresse cortese per i risultati. Separa due gesti che si credono inseparabili — agire e attendere una ricompensa — per conservare solo il primo. L’atto resta integro; cade solo la presa del desiderio sul suo esito.

Da distinguere dalle altre due vie che la Gītā considera altrettanto elevate. La via della conoscenza (jñāna) libera attraverso il sapere dell’Essenza; la via della devozione (bhakti) libera attraverso l’abbandono a Krishna. Il karma-yoga, invece, libera attraverso l’azione stessa, senza sospenderla. È, nella lettera del testo, la via di chi non può non agire — e il combattimento di Arjuna ne è l’immagine. Da distinguere anche dal nishkama-karma, che non è un’altra via ma l’atteggiamento preciso che rende possibile l’azione disinteressata.

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