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Mauri

Parola māori: la scintilla di vita, il principio attivo che segnala che un essere è vivo — il respiro, il battito, il calore, la forza che anima il corpo e la personalità. Secondo Hirini Moko Mead, il *mauri* è legato a un individuo senza potersene distaccare: quando abbandona il corpo, la forza vitale si interrompe di colpo e il *mauri* stesso cessa di esistere. Il suo stato di equilibrio, quando la persona sta bene nel corpo e nei legami sociali, si chiama *mauri tau*, «il *mauri* è in pace». Il *mauri* non è un’anima-sostanza che sopravvive al corpo: è un’attività, che si spegne con esso.

Mauri is the spark of life, the active component that indicates the person is alive.
Hirini Moko Mead, Tikanga Māori: Living by Māori Values, ch. « Te Tapu o te Tangata » (The Tapu of the Person), section « Mauri », p. 53. Huia Publishers, 2003

« Mauri è la scintilla della vita » — la scintilla vitale. Hirini Moko Mead, lui stesso Māori (Ngāti Awa), respinge subito la traduzione dotta: il dizionario di Williams rende mauri con « principio vitale » o « thymos dell’uomo », ma la parola greca, dice Mead, non fa che aggiungere mistero senza aiutarci a comprendere. Il mauri è più semplicemente il componente attivo che segnala che una persona è viva: il cuore batte, il sangue circola, il corpo è caldo. Quando questo principio si spegne, in un ultimo respiro, tutti i sistemi si arrestano, il corpo si raffredda, e il Māori dice che il mauri ha lasciato il corpo.

La parola risuona fin dalla nascita: tīhei mauri ora, « lo starnuto della vita », quel primo respiro con cui il bambino respira autonomamente, indipendente dal grembo materno. Lo starnuto manifesta il mauri come parte essenziale e inseparabile di quella persona.

Eppure si può parlarne come di qualcosa che si cura, che si protegge: il mauri diventa un attributo del sé. Il sé e il mauri sono una cosa sola; se il mauri sta male, la persona sta male. Quando sta bene, fisicamente e socialmente, il mauri è in equilibrio — mauri tau, il mauri in pace. Una notizia improvvisa, uno spavento, e sussulta (mauri oho); spaventato oltre misura, può fuggire (mauri rere, il mauri che vola via), cosa che era considerata pericolosa.

Il mauri non è un’anima-sostanza staccabile che sopravvive al corpo per raggiungere un altrove. Legato a un individuo, è l’attività stessa della sua vita: quando il corpo muore, il mauri cessa di esistere — scompare del tutto. Non è una parte immortale che si porta via, ma il fuoco che si spegne con ciò che bruciava.

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