Li
理 (lǐ)
Il « principio » del neoconfucianesimo della scuola Cheng-Zhu: l'ordine intelligibile, la struttura o ragione d'essere che fa sì che ogni cosa sia ciò che è. Anteriormente a ogni forma, il *li* è ciò per cui le cose esistono; si oppone e si congiunge al soffio o forza materiale, il *qi*, mediante il quale prendono corpo. In Zhu Xi, principio e forza materiale non si separano mai di fatto, ma devono distinguersi nel pensiero: l'uno è la legge dell'essere, l'altro lo strumento. (Da non confondere con il *li* 禮 dei riti; il confucianesimo non ha una voce propria nella nomenclatura: questo termine vi è classificato come trasversale.)
Throughout the universe there are both principle and material force. Principle refers to the Way, which exists before physical form [and is without it] and is the root from which all things are produced. Material force refers to material objects, which exists after physical form [and is with it]; it is the instrument by which things are produced.
« In tutto l’universo coesistono il principio e la forza materiale. »
Con questa frase Zhu Xi pone i due poli di tutta la sua metafisica. Il li (理), il principio, « rimanda alla Via, che esiste prima della forma fisica ed è la radice da cui tutte le cose sono generate »; il qi, invece, è lo strumento materiale attraverso cui esse prendono corpo.
Il termine li indicava originariamente le venature del giada, le fibre del legno: un ordine che si segue, non che si impone. Diventato concetto centrale della scuola Cheng-Zhu, designa la struttura intelligibile di ogni cosa — la sua natura reale, dice Zhu Xi, « reale e concreta », a differenza del vuoto buddhista. Prima che le cose esistano, il loro principio d’essere esisteva già; ma il principio da solo, senza il qi, non avrebbe dove incarnarsi: « non c’è principio se non in quanto c’è la forza materiale in cui fissarsi. »
Da qui una distinzione che non è mai separazione. Considerati dal punto di vista delle cose, principio e soffio « sono fusi l’uno nell’altro »; considerati dal punto di vista del principio, l’uno precede l’altro. Tenere insieme i due estremi, senza confonderli né disgiungerli, è, dice Zhu Xi, « mettersi al riparo dall’errore ». Il principio lega inoltre l’uomo al cosmo: la stessa legge che ordina il cielo ordina la sua natura, garanzia dell’unità di tutti gli esseri.
Il li non è il soffio qi, che è molteplice, transitorio e mescolato di bene e di male: il principio è uno, eterno, sempre buono. Non è nemmeno una legge imposta dall’esterno da un dio ordinatore: è l’ordine immanente che ogni cosa porta in sé come propria ragione d’essere.