Aymara · Aymara

Pacha

aymara ; mot partagé avec le quechua

Parola aymara delle alte terre andine (condivisa con il quechua), che i linguisti traducono solitamente con « tempo e spazio » — ma che il giurista e scrittore aymara Fernando Huanacuni Mamani ritiene troppo riduttiva. Per il pensiero andino, *pacha* non indica un tempo che scorre né uno spazio che contiene, due misure vuote in cui si sarebbe collocati: è un tutto vivente in cui si partecipa. Etimologicamente l’unione di due forze — *PA*, da *paya* (« due »), *CHA*, da *chama* (« forza ») —, la forza cosmica proveniente dal cielo e la forza tellurica della terra, il cui incontro è ciò che chiamiamo vita: totalità del visibile (*Pachamama*) e dell’invisibile (*Pachakama*). *Pacha* non è il quadro neutro degli esseri; è la loro appartenenza attiva al mondo.

Pacha no sólo es tiempo y espacio, es la capacidad de participar activamente en el multiverso, sumergirse y estar en él.
Fernando Huanacuni Mamani, Buen Vivir / Vivir Bien, « Comprensión del término Pacha » (pp. 108-109). CAOI (Coordinadora Andina de Organizaciones Indígenas), Lima, 2010 · trans. texte original espagnol ; rendu français maison

Pacha è una di quelle parole che la traduzione mutila credendo di renderla. « Tempo e spazio »: la resa dei linguisti non è sbagliata, è riduttiva. Fernando Huanacuni Mamani, che ha raccolto il pensiero andino del vivir bien per un’organizzazione indigena andina, la CAOI, avverte che la parola « va oltre il tempo e lo spazio »: non enuncia un quadro, enuncia una forma di vita. Là dove il nostro tempo scorre e il nostro spazio contiene — due misure indifferenti a ciò che ospitano —, pacha non è ciò in cui si è collocati, ma « la capacità di partecipare attivamente al multiverso, di immergervisi e di esserci ».

L’etimologia proposta da Huanacuni rifiuta già l’idea di contenitore: PA, da paya (« due »), CHA, da chama (« forza »). Pacha è « l’unione delle due forze », quella cosmica proveniente dal cielo e quella tellurica della terra, il cui incontro è ciò che chiamiamo vita — totalità del visibile (Pachamama) e dell’invisibile (Pachakama). Non c’è un pacha prima e degli esseri poi: il tempo-spazio andino non è la condizione vuota preliminare delle cose, ma l’intreccio stesso in cui visibile e invisibile stanno insieme.

Si dice « secondo Huanacuni / la CAOI », mai « gli Aymara dicono »: una voce autoctona nominata, portata da un’organizzazione andina responsabile (livello 2), non l’oralità di un intero popolo. Pacha è un prestito attestato dall’aymara, lingua andina viva condivisa con il quechua; « tempo che vive » è il nostro modo francese di avvicinarne la misura, così come « tiempo y espacio » è, per ammissione dell’autore, una resa spagnola troppo riduttiva.

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