Gewu
格物 (géwù)
« L'investigazione delle cose »: il primo degli otto gradi del programma morale della *Grande Scienza* (*Daxue*). Il testo fa dipendere la sincerità dell'intenzione dall'estensione del sapere, e l'estensione del sapere dal *gewu* — *«l'estensione del sapere consiste nell'investigazione delle cose»*. Da questo punto di partenza risale tutta la catena che conduce dal cuore rettificato alla pace del mondo. Il termine diventerà il fulcro di un grande dissenso: Zhu Xi vi legge l'esame esaustivo del principio (*li*) presente in ogni cosa; Wang Yangming, invece, intende *ge* come «rettificare» — rettificare le cose, cioè gli affari del cuore, e non accumulare un sapere esteriore.
Those who wished to make their wills sincere would first extend their knowledge. The extension of knowledge consists in the investigation of things. When things are investigated, knowledge is extended.
« L’estensione del sapere consiste nell’indagine delle cose. »
L’estensione del sapere consiste nell’indagine delle cose. Questa frase della Grande Scienza (大學, Daxue) — poche parole in un testo breve — è diventata uno dei campi di battaglia più aspri del pensiero cinese.
Il gewu (格物) apre la serie degli « otto gradi »: investigare le cose, estendere il sapere, rendere sincera l’intenzione (cheng), rettificare il cuore (xin), coltivare la propria persona, regolare la famiglia, ordinare lo Stato, pacificare il mondo. Il testo la pone come radice: « dal Figlio del Cielo fino all’uomo comune, tutti devono considerare la coltivazione della persona come fondamento ». Il governo del mondo comincia da uno sguardo rivolto alle cose.
Ma cosa significa « investigare »? Zhu Xi intende ge come « raggiungere, scandagliare »: si tratta di esaminare le cose una per una per coglierne il principio, finché un giorno, accumulata la conoscenza, tutto si illumina di colpo. Wang Yangming racconta di aver voluto, da giovane, « investigare » i bambù del giardino per sette giorni di fila, fino a cadere malato senza aver compreso nulla. Ne conclude che ge significa « rettificare »: le « cose » sono le questioni in cui si impegna l’intenzione, e investigarle significa rettificarvi il cuore dispiegando la conoscenza innata del bene, il liangzhi. Il sapere non precede più l’azione, ma è tutt’uno con essa — è l’unità di sapere e azione.
Il gewu non è dunque lo studio libresco che accumula conoscenze fine a sé stesso: la Grande Scienza lo subordina interamente alla sincerità dell’intenzione e alla condotta. E non è nemmeno una contemplazione passiva: è un esame attivo — del mondo in Zhu Xi, del cuore in Wang Yangming — sempre finalizzato alla trasformazione di sé.