Chinese · Trasversale

Cheng

誠 (chéng)

La sincerità confuciana, ma intesa in un senso forte che la parola francese indebolisce: non l'onestà verso gli altri, ma la perfetta coincidenza di un essere con la propria realtà. Lo *Zhongyong* ne fa la Via del cielo stessa; in Zhou Dunyi e Zhu Xi, è il fondamento delle virtù e la molla che porta le cose al loro compimento. Essere pienamente *cheng* significa realizzare la propria natura — e, con lo stesso movimento, compiere quella di tutte le cose. (Il confucianesimo non ha una voce propria nella nomenclatura: questo termine vi è classificato come trasversale.)

Sincerity is the beginning and end of things. Without sincerity there would be nothing. Therefore the superior man values sincerity.
Zisi (attribué), The Doctrine of the Mean, in A Source Book in Chinese Philosophy, Doctrine of the Mean, ch. 25. Princeton University Press, 1963 · trans. Wing-tsit Chan

« La sincerità è l’inizio e la fine delle cose. Senza di essa, non esisterebbe nulla. » — La sincerità è il principio e il compimento di tutto; senza di essa, non vi sarebbe nulla. Lo Zhongyong colloca così il cheng (誠) al centro dell’essere stesso, e non della sola morale. Il termine non indica anzitutto la franchezza verso gli altri, ma l’autenticità realizzante: la coincidenza senza residui di una cosa con la propria natura.

Lo stesso capitolo lo esprime diversamente: «La sincerità è la Via del cielo; raggiungere la sincerità è la via dell’uomo». Il cielo è cheng senza sforzo — non mente su ciò che è. L’uomo, invece, deve diventarlo, sviluppando appieno la propria natura fino al suo compimento. Portare a termine il proprio essere, dice il testo, è umanità; portare a termine quello di tutte le cose è saggezza — la sincerità unisce l’interno e l’esterno.

Zhou Dunyi radicalizza: «La saggezza non è altro che la sincerità», fondamento delle cinque virtù costanti e fonte di ogni attività. Per questa corrente, il tao confuciano non è il vuoto taoista, ma proprio quel cheng — un corso delle cose descritto come veritiero, in cui la realtà non si sottrae mai. È per questo che il cheng prepara la fusione del sapere e dell’agire: un essere pienamente sincero non sa diversamente da come agisce.

Il cheng non è la sincerità psicologica, quel sentimento di dire il vero che può accompagnare l’errore: implica la realtà, non l’intenzione. Non è nemmeno una virtù tra le altre — è ciò senza cui nessuna virtù regge.

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