Chinese · Trasversale

Liangzhi

良知 (liángzhī)

Il « *sapere innato* »: la facoltà del *cuore-mente* che conosce spontaneamente il bene e il male, senza studio né riflessione. Per Wang Yangming, non è un sapere libresco, ma la sostanza stessa dello spirito, presente in ognuno; tutta la pratica consiste nel « *portarlo al suo culmine* » (*zhi liangzhi* 致良知, l'estensione del sapere innato), cioè nel seguirlo senza tradirlo. (Il confucianesimo non ha una voce propria nella nomenclatura: il termine vi è classificato come trasversale.)

Innate knowledge is nothing but the sense of right and wrong, and the sense of right and wrong is nothing but to love [the right] and to hate [the wrong]. To love [the right] and to hate [the wrong] cover all senses of right and wrong and the sense of right and wrong covers all affairs and their variations.
Wang Yangming, Instructions for Practical Living (Chuanxilu 傳習錄), § 288. Columbia University Press, 1963 · trans. Wing-tsit Chan

« La conoscenza innata non è altro che il senso del bene e del male, e il senso del bene e del male non è altro che amare [il giusto] e odiare [il falso] » — il sapere innato non è nient’altro che la percezione del giusto e dell’ingiusto, e questa percezione non è altro che amare ciò che è retto e detestare ciò che è distorto. Wang Yangming riconduce così l’intera vita morale a un’unica facoltà, già presente nel cuore di ciascuno prima di ogni insegnamento.

Il termine liangzhi, Wang lo riprende da Mencio, per il quale i bambini sanno senza aver imparato. Ma ne fa il baricentro del suo pensiero: questo sapere non è un’opinione che si forma, è la sostanza stessa della mente (xin), limpida finché nessun interesse egoistico non la offusca. Interrogato su come estenderlo, risponde: « il tuo sapere innato è la tua misura » — esso sa, nell’istante in cui formuli un’intenzione, se è retta o deviata, e nulla gli puoi nascondere.

Da qui il passaggio decisivo: zhi liangzhi, portare questo sapere al suo culmine. Non accumulare conoscenze dall’esterno, ma smettere di ingannare questa bussola e seguirla in tutto — « custodire il bene, eliminare il male ». Lo studio del saggio non va a cercare il principio altrove; libera ciò che, già, sa.

Il sapere innato non è il sapere libresco, che si archivia e si dimentica: non si impara, si rivela. Né è il rimorso, quella coscienza che giudica solo a posteriori e resta passiva: il liangzhi precede l’atto, lo valuta e invita a seguirlo — ed è per questo che già comanda l’unità della conoscenza e dell’azione.

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