English · Apalec

Espèce gardienne

custodial species (concept de T. Yunkaporta)

Concetto dell’accademico aborigeno Tyson Yunkaporta (clan apalech) in *Sand Talk* — in inglese *custodial species*, reso in francese con « specie guardiana » nella traduzione di Anne Delmas. Definisce il ruolo proprio dell’essere umano nella creazione: non dominarla né farsene padrone, ma averne cura dall’interno, « tenere la creazione in movimento » e contenere l’eccesso — a cominciare dal proprio. In un racconto del Sogno che Yunkaporta riceve da un anziano nyoongar, Noel Nannup, le specie si riuniscono per decidere quale sarà la *specie guardiana*; quella che pretende di essere il capo (l’<em>Emu</em>) è proprio quella che le altre devono riportare a terra. Essere la *specie guardiana* non è dunque un privilegio di supremazia, ma un compito volto a preservare l’insieme — l’opposto dell’amministrazione che si pone al di fuori del sistema che gestisce.

il raconte l’histoire du Rêve où a eu lieu une rencontre au cours de laquelle toutes les espèces avaient siégé pour débattre, afin de décider laquelle allait être l’espèce gardienne de toute la création.
Tyson Yunkaporta, Sand Talk, Sand Talk (le conseil des espèces, d’après l’aîné nyoongar Noel Nannup). Éditions Véga (Guy Trédaniel), 2021 ; éd. originale Text Publishing, 2019 · trans. Anne Delmas

L’espressione non è una parola autoctona, ma un concetto che Tyson Yunkaporta scrive nella sua lingua di scrittura, l’inglese — custodial species —, e che la traduzione francese rende con « specie guardiana ». Colma una lacuna precisa: abbiamo « padrone », « gestore », « amministratore » della natura, tutte parole che pongono l’essere umano al di sopra di ciò di cui risponde. Ci mancava il nome di un ruolo che si colloca al suo interno.

Perché è proprio questa la differenza. L’amministratore gestisce un dominio dall’esterno; ne risponde, ma lo sovrasta. La specie guardiana, invece, è una specie tra le altre, immersa nella creazione che custodisce e da essa vincolata. Il racconto del Sogno riportato da Yunkaporta lo esprime con un’immagine: quella delle bestie che si proclamano superiori e vogliono comandare, l’Emù, è proprio quella che il Canguro, l’Echidna e il Serpente devono contenere. La custodia del mondo si esercita contro la pretesa di dominarlo.

Da qui la stretta vicinanza con il Country dello stesso autore — la Terra di cui si è membri responsabili, mai proprietari: non si impara sul mondo, ci si rende simili ad esso per custodirlo « in movimento ». E da qui la sua opposizione al windigo, la figura della fame insaziabile: mentre la specie guardiana frena l’eccesso, il windigo è l’eccesso incarnato. Come la raccolta onorevole di Kimmerer, è una parola che misura l’umano non su ciò che può prendere, ma su ciò che sa trattenere.

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