Chthulucène
Nome che Donna Haraway propone per la nostra epoca, in contrapposizione all’*Antropocene* e al *Capitalocene*. Forgiato su due radici greche — *khthôn*, la terra e le sue potenze sotterranee, e *kainos*, l’« ora » — indica un tempo-luogo in cui umani e non-umani sono inestricabilmente intrecciati, dove si tratta di *fare-con* e di *restare con il problema* piuttosto che fuggire in un futuro riparato o in un collasso accettato. Niente a che vedere con il Cthulhu di Lovecraft: Haraway tiene al «ctonio», agli esseri della terra, tentacolari e molteplici.
« Chthulucène » est un mot simple. Il est formé à partir de deux racines grecques: khthôn et kainos. Ensemble, elles nomment une sorte de temps-espace pour apprendre à vivre avec le trouble, à vivre et à mourir avec respons(h)abilité, sur une terre abîmée.
Haraway rifiuta i due grandi nomi dell’epoca che circolano. L’Antropocene eleva l’Anthropos a unico agente geologico, eroe o colpevole solitario di una storia planetaria; il Capitalocene nomina più giustamente il motore — il capitale, l’accumulo —, ma resta centrato su un unico sistema. Il Chthulucene sposta lo sguardo dall’agente unico agli intrecci multi-specie: non sono l’Uomo né il Capitale a fare e disfare i mondi, ma una miriade di potenze terrestri che agiscono insieme.
La parola tiene alla sua ortografia. Haraway la strappa al Cthulhu di Lovecraft — quel serpente patriarcale del mondo di sotto — per restituirla ai ctonii, « esseri della terra, tanto antichi quanto recentissimi », pieni di tentacoli, antenne e peli indisciplinati, indifferenti all’Homo dagli occhi rivolti al cielo. Khthôn, la terra sotterranea; kainos, l’adesso denso, carico di eredità e di ciò che può ancora accadere. Il Chthulucene è quel tempo-luogo in cui si impara a restare con il problema invece di fuggirlo, dove fare-mondo è sempre una questione di simpoiesi — un fare-con che non conosce autore unico.
Il Chthulucene ≠ Antropocene ≠ Capitalocene. L’Antropocene fa dell’umanità un soggetto geologico unificato e la considera causa prima. Il Capitalocene indica un sistema — il capitale — come motore della devastazione. Il Chthulucene, invece, non nomina alcun agente sovrano: nomina la trama, il brulichio dei terrestri che insieme compongono e scompongono una terra ferita ma ancora abitabile.