Hēgemonikon
ἡγεμονικόν (hēgemonikon)
L'*hēgemonikon* è, per gli stoici, la parte direttiva dell'anima: il centro in cui si formano i giudizi, dove si concede o si nega l'assenso alle rappresentazioni. Tutto il resto dell'anima e del corpo gli obbedisce. In Marco Aurelio, è l'unico luogo che rimane inviolabile — né il dolore, né la morte, né gli altri possono raggiungerlo finché non si turba da sé. La cura di sé consiste nel mantenerlo saldo.
Ce que je suis, après tout, c’est une misérable chair, un faible souffle ; mais il y a de plus en moi le principe directeur de tout le reste.
La parola greca hēgemonikon (ἡγεμονικόν) deriva da hēgemōn, la guida, colui che conduce. È, nella psicologia stoica, la facoltà che comanda: la parte dell’anima che pensa, giudica e decide, in opposizione alle funzioni che essa dirige (la sensazione, l’impulso, la parola, la generazione). Barthélemy-Saint-Hilaire la rende con «il principio direttivo», «il principio capo e maestro», «il nostro capo e la nostra guida» – tante formule per un’unica idea: la parte di noi che governa tutto il resto.
Il suo compito specifico riguarda le rappresentazioni (phantasiai), quelle immagini che le cose imprimono in noi. Una rappresentazione si presenta; l’hēgemonikon può darle il proprio assenso, rifiutarlo o sospendere il giudizio. È qui, e in nessun altro luogo, che si gioca il bene e il male per lo stoico: non in ciò che accade, ma nel giudizio che il principio direttivo esprime su ciò che accade. «Il principio che ci governa non si procura mai da sé il turbamento di alcuna passione», scrive Marco Aurelio nel Libro VII; soffre solo se è lui stesso a turbarvisi.
Da qui nasce l’esercizio centrale delle Pensieri: tornare incessantemente a questa cittadella interiore, ispezionarla, mantenerla pulita. «Che cosa sta accadendo ora in me, in quella parte del nostro essere che chiamiamo il nostro capo e la nostra guida?» – la domanda è posta perché ci si continui a interrogarla. L’hēgemonikon non è un dato acquisito, è una vigilanza.
Da distinguere dalla proairesis epittetiana, con cui spesso viene erroneamente associato. L’hēgemonikon indica la parte dirigente dell’anima, la sua sede e la sua struttura; la proairesis indica l’atto stesso di scegliere, la facoltà di volere in esercizio. L’uno è l’organo, l’altra l’operazione. ≠ anche dalla «volontà» in senso moderno: l’hēgemonikon non è una forza tesa contro gli ostacoli, ma un’intelligenza che giudica – la sua libertà risiede nella giustezza dei suoi assensi, non nella sua potenza.