Couplage structurel
structural coupling (anglais)
Nel pensiero di Maturana e Varela, il modo in cui un sistema a chiusura operazionale interagisce con il proprio ambiente senza che quest’ultimo ne determini gli stati interni. Le interazioni ricorrenti con l’ambiente innescano cambiamenti nel sistema — lo perturbano — ma non li specificano: l’ambiente non prescrive nulla, rende solo possibile una selezione di cui non determina la forma. Un sistema accoppiato strutturalmente si distingue così da una macchina il cui comportamento input/output è fissato dall’esterno da un progettista: nel corso della sua storia di accoppiamento, costruisce il mondo stesso a cui risponde.
Under structural coupling with a medium, these configurations generate selection, an ongoing process of satisficing that [...] triggers (but does not specify) change in the form of viable trajectories.
Varela lo introduce innanzitutto con un esempio minimale: Bittorio, un automa cellulare soggetto a perturbazioni casuali. Nella sua costruzione non c’è nulla che lo programmi a riconoscere alcunché; eppure, data la sua forma di accoppiamento con l’ambiente, finisce per reagire solo a certe sequenze — diventa, di fatto, un «rilevatore di sequenze dispari». Ciò che fa l’ambiente non è istruire Bittorio; è innescare in lui cambiamenti la cui forma dipende dalla sua stessa struttura, non da quella dell’ambiente.
È il principio che Varela generalizza all’evoluzione come alla cognizione: l’ambiente triggers (but does not specify) change — innesca il cambiamento senza specificarlo. Un sistema strutturalmente accoppiato mantiene dunque la propria autonomia proprio nel modo in cui risponde a ciò che lo tocca.
Varela contrappone esplicitamente questo regime a quello del computer: il senso di una sequenza digitata sulla tastiera gli viene assegnato dall’esterno, dal progettista del sistema — è una relazione input-output in senso stretto. Un sistema vivente, invece, non è quasi mai riducibile a questo schema: il senso di una data interazione non è prescritto dall’esterno, ma risulta dall’organizzazione e dalla storia del sistema stesso.
L’accoppiamento strutturale ≠ la relazione input-output della tastiera: in un caso l’ambiente detta, nell’altro si limita a perturbare. L’accoppiamento strutturale ≠ l’enaction: l’accoppiamento è il meccanismo e la sua storia; l’enaction è la tesi più ampia secondo cui questa storia di accoppiamento fa emergere un mondo — la cognizione stessa. Senza chiusura, non c’è sistema da accoppiare; senza accoppiamento, una chiusura operazionale resterebbe un sistema senza mondo.