Japanese · Buddhismo

Shikantaza

只管打坐 (shikantaza)

Shikantaza, *«nient’altro che sedere»*: shikan (只管), *«nient’altro che»*, *«solo»*; ta (打), *«colpire»*; za (坐), *«sedere»*. La seduta senza sostegno — né conteggio del respiro, né kōan — in cui la mente non è intensamente impegnata in nient’altro che lo *sitting* stesso. La forma più alta dello zazen nella tradizione Sōtō, quella che praticava Dōgen. Lontano dall’essere un rilassamento, è una vigilanza estrema: la mente di chi affronta la morte.

Shikan means "nothing but" or "just," while ta means "to hit" and za "to sit." So shikan-taza is a practice in which the mind is intensely involved in just sitting.
Hakuun Yasutani, The Three Pillars of Zen, Part One, « Yasutani-rōshi's Introductory Lectures », 6. Individual Instruction (shikan-taza). Anchor Books / Random House, éd. révisée 1989

Yasutani-rōshi scompone la parola prima di definirla: «Shikan significa “nient’altro che” o “soltanto”, mentre ta significa “colpire” e za “sedere”. Quindi shikan-taza è una pratica in cui la mente è intensamente impegnata nel solo sedere». Nessun conteggio del respiro, nessun kōan da penetrare: la mente non ha alcun sostegno, il che la rende ancora più esposta alla distrazione. L’atteggiamento interiore diventa allora «doppamente importante».

Da qui l’immagine che il rōshi ne offre. La mente deve essere «senza fretta, eppure saldamente radicata, massicciamente composta, come il monte Fuji», ma anche «vigile, tesa, come la corda di un arco». Non è rilassamento: «È la mente di chi si trova di fronte alla morte». Come lo schermidore di un tempo davanti al suo avversario – allentare la vigilanza per un istante, e si è abbattuti.

Dōgen praticava shikantaza al momento del suo grande risveglio, ricorda Kapleau: una seduta fondata sulla fede incrollabile che «sedere come sedette il Buddha» è già l’attualizzazione della mente risvegliata che portiamo in noi. Non cercare il risveglio – eppure sedere nella certezza che verrà il giorno in cui, «Oh, ecco!», lo realizzeremo. Fine e mezzo coincidono.

Shikantaza ≠ seduta rilassata: l’assenza di sostegno non è riposo, ma la tensione più alta, quella dell’uomo di fronte alla morte. Shikantaza ≠ negazione del kenshō: Yasutani avverte che ridurre il «solo sedere» al rifiuto del risveglio, col pretesto che tutti sono già buddha, degrada la pratica più alta al rango della più bassa. La fede nel risveglio non ne viene mai esclusa.

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