Jōriki
定力 (jōriki)
Il *jōriki* è la forza nata dalla concentrazione: la potenza che emerge quando la mente, unificata e portata a un solo punto nello *zazen*, cessa di essere dispersa. Più che una semplice capacità di concentrarsi, è una forza dinamica che, una volta mobilitata, permette di agire subito, senza deliberare, in modo giusto — e libera dalla schiavitù delle passioni. Primo dei tre scopi dell'assise, si coltiva senza fine con la pratica, e svanisce se la si trascura.
Joriki, the first of these, is the power or strength which arises when the mind has been unified and brought to one-pointedness in zazen concentration.
Yasutani-rōshi definisce il primo frutto della pratica seduta: «Joriki, il primo di questi, è la potenza o forza che sorge quando la mente viene unificata e ricondotta all’univocità nella concentrazione dello zazen.» Il termine unisce jō (定), la fissità raccolta — il samādhi —, e riki (力), la forza. È la potenza che emerge quando la mente, cessando di disperdersi, si raccoglie in un unico punto.
Il rōshi sottolinea: non si tratta della concentrazione ordinaria. «È una forza dinamica che, una volta mobilitata, ci permette persino nelle situazioni più improvvise e inattese di agire all’istante, senza doverci fermare a raccogliere le idee, e in modo pienamente adeguato alle circostanze.» Chi l’ha sviluppata non è più schiavo delle proprie passioni; si muove con una libertà e una serenità autentiche, la mente divenuta «come acqua limpida e immobile».
Ma il jōriki da solo non basta. «Con esso soltanto non possiamo recidere le radici della nostra visione illusoria del mondo.» Si può praticare per anni, accumulare forza, senza tuttavia aprire gli occhi. È necessario che vi si unisca il kenshō, lo squarcio — di cui il jōriki è però il terreno fertile, poiché senza di esso una visione isolata «si dissolverà in un semplice ricordo».
Jōriki ≠ concentrazione nel senso comune: non è lo sforzo di attenzione prolungata, ma una forza dinamica che agisce spontaneamente nell’imprevisto. Jōriki ≠ satori: la forza della concentrazione può crescere all’infinito senza recidere la radice dell’illusione; prepara il risveglio, ma non lo contiene.