French · Filosofia occidentale

Perfection

perfectio (latin scolastique)

Spinoza vide il senso di ogni giudizio morale: *«per realtà e per perfezione intendo la stessa cosa»*. Essere più perfetto non significa conformarsi a un modello, ma avere più realtà, più essere, più potenza. La perfezione non è una norma da raggiungere, è un grado di esistenza.

Par réalité et par perfection j'entends la même chose.
Baruch Spinoza, Éthique, Livre II, déf. 6. Garnier Frères, 1913 · trans. Charles Appuhn · source

Ecco la traduzione in italiano, fedele e idiomatica, con la formattazione Markdown preservata:


La definizione è lapidaria e rovescia ogni uso comune. Per il senso comune, «perfetto» significa conforme a un modello: una casa è perfetta quando realizza il progetto dell’architetto. Nella prefazione del Libro IV, Spinoza smonta questo pregiudizio: perfezione e imperfezione «non sono, in realtà, che modi di pensare», nozioni che forgiamo confrontando gli individui con un modello generale che la natura, invece, ignora.

Rimane allora l’unica perfezione reale: la quantità d’essere. «Nella misura in cui constatiamo che alcuni hanno più entità o realtà di altri, li diciamo più perfetti». Più una cosa è, più è perfetta — punto e basta.

È ciò che rende intelligibili le definizioni della gioia e della tristezza come passaggi da una perfezione a un’altra: non si cambia registro morale, si cambia grado di realtà.


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