Ganying 感應
感應 (gǎnyìng)
La risonanza: stimolo (*gan*) e risposta (*ying*) tra le cose di una stessa categoria (*lei*), che si influenzano a distanza senza contatto né catena causale. Nella cosmologia Han di Dong Zhongshu, il Cielo e l'uomo si corrispondono così, poiché entrambi possiedono lo yin e lo yang e appartengono allo stesso ordine. La *ganying* non è una causalità meccanica che si propaga per gradi ≠ una coincidenza fortuita: è un accordo per affinità di natura, come due corde intonate che vibrano insieme.
All things avoid what is different from them and follow what is similar to them. Therefore similar forces come together and matching tones respond to each other. This is clear from evidence. Suppose the seven-stringed and the twenty-five stringed lutes are tuned and played. When the note F in the one is struck, the note F on the other will respond to it… There is nothing supernatural in this. It is their natural course that they do so.
« Forze simili si attraggono e toni affini rispondono l’uno all’altro… Quando la nota Fa dell’uno viene pizzicata, la nota Fa dell’altro le risponde. » — Dong Zhongshu (Tung Chung-shu, II secolo a.C.) descrive qui la ganying attraverso l’immagine che ne resterà il fulcro: due liuti accordati, posti fianco a fianco; si pizzica una corda dell’uno, e la corda della stessa nota vibra da sola sull’altro. Nulla di soprannaturale, precisa — è il loro corso naturale. La traduzione inglese è di Wing-tsit Chan, che rende questo testo primario delle Gemme lussureggianti degli Annali delle Primavere e degli Autunni.
La parola ganying (感應) unisce il gan, lo scuotimento ricevuto, e lo ying, la risposta data. Ciò che circola tra i due liuti non è un urto trasmesso di vicinanza in vicinanza, ma un accordo: le cose «della stessa categoria» (lei) si chiamano attraverso la distanza. L’acqua versata fugge l’asciutto e corre verso l’umido; il bello suscita il bello, il brutto il brutto; il cavallo che nitrisce fa rispondere gli altri cavalli. Sotto tutti questi esempi, una stessa legge: le forze simili si congiungono, portate dallo yin e dallo yang.
È su questo fondamento che la cosmologia Han poggia l’unità del Cielo e dell’uomo. Il Cielo possiede yin e yang, l’uomo anche; sono dunque della stessa categoria e si rispondono. Quando il cielo si oscura prima della pioggia, il male del corpo si risveglia per primo, perché lo yin sale in risposta allo yin. L’uomo non è spettatore di un cosmo estraneo: ne è una corda, accordata sullo stesso registro dei diecimila esseri.
La ganying non è dunque la causalità meccanica che spinge i corpi l’uno dopo l’altro: nessuna corda tocca l’altra, eppure vibra. Non è nemmeno la coincidenza, che non avrebbe né legge né ragione: la risonanza segue la parentela di natura, il qi comune alle cose di una stessa categoria. Tra il caso e l’urto, essa nomina un terzo legame — l’accordo.