English · Filosofia occidentale

The ethic of care

l'éthique du care (ou du soin)

Concetto elaborato dalla psicologa Carol Gilligan (*In a Different Voice*, 1982) — in inglese, la sua lingua di scrittura. Indica un orientamento morale radicato nella responsabilità, nel legame e nella cura concreta dell’altro, in contrasto con una morale dei diritti, delle regole e dell’equità astratta. La «*voce diversa*» di Gilligan non affronta il problema morale come un conflitto di diritti da arbitrare, ma come una rete di relazioni da non danneggiare. «*L’éthique du care*» non è che un calco francese artigianale, segnalato come tale; la parola inglese *care* racchiude insieme la cura, la premura e l’attenzione prestata.

separation is justified by an ethic of rights while attachment is supported by an ethic of care. The morality of rights is predicated on equality and centered on the understanding of fairness, while the ethic of responsibility relies on the concept of equity, the recognition of differences in need.
Carol Gilligan, In a Different Voice, ch. 6, « Visions of Maturity », p. 164-165 (citation en anglais). Harvard University Press, 1982

L’espressione è di Gilligan, che scrive in inglese — an ethic of care, la parola care intreccia in un unico termine la cura, la premura e l’attenzione. « L’etica della cura » non ne è che un calco francese, segnalato come tale. Ciò che essa designa è una « voce diversa » nel ragionamento morale: non una voce femminile contro una maschile, ma un modo di porre il problema etico che le teorie dominanti dello sviluppo morale non coglievano.

La definizione si regge su un’opposizione netta: separation is justified by an ethic of rights while attachment is supported by an ethic of care — la separazione si giustifica con un’etica dei diritti, l’attaccamento si sostiene con un’etica della cura. E Gilligan precisa la distinzione: the morality of rights is predicated on equality and centered on the understanding of fairness, while the ethic of responsibility relies on the concept of equity, the recognition of differences in need. Da una parte l’uguaglianza, l’equità formale, la regola che tratta tutti allo stesso modo; dall’altra l’equità come giustezza, che riconosce come i bisogni differiscano. Dove l’etica della giustizia cerca di non ledere i diritti altrui, l’etica della cura mira a non spezzare il legame, a non ferire.

Questa postura si ricollega agli sguardi adeguati — rispondere a ciò che è presente piuttosto che applicare una regola uniforme — e all’attenzione come primo orientamento dello sguardo morale. Si inscrive anche in una riflessione sulla relazione, dove il soggetto non è un atomo di diritti ma un nodo di rapporti di cui risponde.

Da distinguere dall’etica della giustizia (diritti, regole universali, equità astratta): non è la stessa voce a parlare, e Gilligan considera le due complementari, non gerarchizzate. Da distinguere anche dal semplice sentimento o dall’altruismo privato: la cura non è una buona disposizione del cuore, ma un orientamento morale strutturato, con una sua logica propria — la logica psicologica delle relazioni, che contrasta con la logica formale dell’equità.

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