Shi-shi-wuai
事事無礙 (shìshì wú'ài)
L’assenza di reciproco ostacolo tra tutti i fenomeni, vertice della metafisica Hua-yen di Fa-tsang: ogni cosa contiene tutte le altre ed entra in ciascuna, senza che nulla si frapponga. Uno in tutto, tutto in uno. Il leone d’oro serve da immagine: in ogni pelo, l’intero leone, e l’infinito dei leoni in un solo pelo.
in each and every hair there are an infinite number of lions, and in addition all the single hairs, together with their infinite number of lions, in turn enter into a single hair. In this way the geometric progression is infinite, like the jewels of Celestial Lord Indra's net. This is called the gate of the realm of Indra's net.
Il termine cinese shi-shi-wuai (事事無礙) indica la « non-ostruzione tra fenomeno e fenomeno ». È il livello più alto della scuola Hua-yen: non solo il principio e i fatti si armonizzano senza attrito, ma i fatti stessi — tutte le cose singolari — si compenetrano reciprocamente senza che mai l’uno ostacoli l’altro.
Fa-tsang non lo espone attraverso concetti, ma con una statua: un leone d’oro. «In ciascuno degli occhi, delle orecchie, delle membra, delle articolazioni del leone, e in ogni singolo pelo, c’è il leone d’oro.» E porta l’immagine fino al vertigine: «in ogni singolo pelo vi sono infiniti leoni, e inoltre tutti i singoli peli, insieme ai loro infiniti leoni, a loro volta entrano in un solo pelo.» La progressione è senza fine, «come le gemme della rete di Indra», quella rete in cui ogni gioiello riflette tutti gli altri e il riflesso di tutti gli altri, all’infinito.
L’accento cade sulla pienezza, non sulla mancanza. Il leone è solo oro, senza natura propria, ed è proprio perché nessuna cosa sussiste di per sé che tutte possono interpenetrarsi. Il vuoto non è qui un vuoto, ma la condizione di un mondo interamente trasparente a se stesso, «uno e tutto» in ogni punto.
Lo shi-shi-wuai si distingue dalla vacuità buddhista presa da sola: lo śūnyatā afferma che nulla ha natura propria; l’Hua-yen ne trae la conclusione piena dell’interpenetrazione di tutto in tutto. Non si confonde nemmeno con il principio neoconfuciano, che gerarchizza li e qi: lo stadio li-shi (principio e fatto) è qui superato dallo shi-shi, dove sono i fatti tra loro, senza mediazione del principio, a contenersi l’un l’altro.