Ley de Origen
kággaba (kogi)
« *Legge d'origine* »: per il popolo kággaba (kogi) della Sierra Nevada di Santa Marta, la legge che ordina il territorio e la vita non è scritta in parole, ma inscritta nei codici della terra stessa, consacrata fin dall'origine delle cose. Termine spagnolo usato dall'Organizzazione Gonawindúa Tayrona, voce pubblica dei Kággaba, per esprimere all'esterno una nozione che, nel loro mondo, «*non è scritta in parole*» e si pratica quotidianamente dai *mamos* e dalle comunità.
esta Ley de Origen no está escrita en palabras, sino en los códigos de nuestro territorio ancestral
La Ley de Origen non è una parola della lingua kággaba: è lo spagnolo — la lingua di interlocuzione con lo Stato colombiano — in cui l’Organizzazione Gonawindúa Tayrona, che parla a nome dei Kogi, ha scelto di esprimere all’esterno un concetto centrale del proprio pensiero. La precisazione è importante: la cosa in sé, dicono, «non è scritta in parole». Il termine spagnolo è una traduzione offerta, non il concetto nella sua lingua d’origine.
Ciò che questo nome racchiude rovescia l’ordine a cui il diritto ci ha abituati. Per noi, il territorio è governato dalla legge: si scrive il testo, poi lo si applica a un suolo che deve piegarvisi. La Ley de Origen fa l’opposto — la legge è il territorio, iscritta nei suoi «codici», nelle sue montagne, nelle sue acque, nei suoi luoghi; si legge nel suolo e si pratica ogni giorno. Una norma, per i Kággaba, non vale perché un potere l’ha stabilita, ma perché è consacrata «dall’origine delle cose».
Da non confondere con il diritto naturale dei filosofi: questo è un ordine che la ragione deduce, lo stesso ovunque, e che per questo si insegna e si esporta. La Ley de Origen non si deduce né si astrae: è scolpita in questa Sierra e non viaggia, perché non si separa dal suolo che la sostiene. Prosegue, sul versante della norma, ciò che la geografia sacra di Vine Deloria Jr. dice del racconto: la verità non fluttua nel tempo, ma aderisce a un luogo.