Corps sans organes
Il corpo senza organi (CsO) non è un corpo distrutto né un corpo ideale: è il piano d'immanenza del desiderio, la superficie su cui circolano intensità libere, anteriori a ogni organizzazione in organi e funzioni. Si oppone all'organismo — cioè a ciò che la vita si dà come limite e chiusura — non per distruggerlo, ma per disfare l'organizzazione che ne blocca i passaggi. È una pratica, non una nozione: non lo si raggiunge, non si smette di accedervi.
Le CsO, c'est le champ d'immanence du désir, le plan de consistance propre au désir (là où le désir se définit comme processus de production, sans référence à aucune instance extérieure, manque qui viendrait le creuser, plaisir qui viendrait le combler).
L’espressione viene da Antonin Artaud. Nella sua performance radiofonica del novembre 1947, Pour en finir avec le jugement de Dieu, Artaud afferma: « non c’è nulla di più inutile di un organo ». Deleuze e Guattari riprendono questa formula non come sintomo clinico, ma come programma — un modo per nominare ciò che precede ed eccede l’organizzazione anatomica del corpo.
L’organismo non è il corpo. L’organismo è ciò che la vita impone a sé stessa come limite: una gerarchia di organi, funzioni assegnate, un piano di significato in cui ogni parte risponde a un uso determinato. Il corpo senza organi è ciò che questo piano nasconde — non un caos informe, ma un piano attraversato da intensità, velocità, passaggi liberi che l’organismo ha la funzione di incanalare, filtrare, bloccare. « È su di esso che dormiamo, vegliamo, che lottiamo, colpiamo e siamo colpiti », scrivono gli autori: il CsO non è altrove, è la materia stessa dell’esistenza, sotto l’organizzazione che lo avvolge.
La domanda che pone il plateau — « Come farsi un corpo senza organi? » — è una questione di pratica e prudenza, non di dottrina. Non si eliminano gli organi; si disfa la loro organizzazione stratificata per ritrovare ciò che coprono: le intensità libere, i divenire non assegnati. L’avvertimento è esplicito: troppo in fretta, e il CsO vuoto (drogato, ipocondriaco, paranoico) lascia il posto alla morte piuttosto che alla vita.
Da distinguere dall’organismo e dal corpo distrutto. L’organismo è il nemico, non il corpo: l’organismo « giudica » il corpo, lo assegna a funzioni fisse. Il corpo distrutto, invece, non è che un CsO fallito, svuotato delle sue intensità invece di liberarne il passaggio. Tra i due, il CsO pieno: un corpo attraversato da intensità positive, un piano in cui il desiderio si produce senza mancanza iniziale né soddisfazione finale — processo, non stato.