Extractivismo
extractivisme (fr.)
Da Eduardo Gudynas, l'*extractivismo* non indica l’estrazione in generale — ogni società estrae risorse — ma una modalità di appropriazione su larga scala, orientata all’esportazione di materie appena trasformate. A definire il concetto non è la risorsa (*oro, petrolio, soia, minerali*), ma la struttura: volumi massicci, scarso valore aggiunto, destinazione estera, e una serie di impatti sociali e ambientali considerati il prezzo normale dello sviluppo. Gudynas ne fa la chiave di lettura delle economie sudamericane, dalla colonia ai governi definiti *progressisti*.
El extractivismo, definido como la extracción intensa de grandes volúmenes de recursos naturales para ser principalmente exportados (con poco o nada de valor agregado) y que, por lo general, deja importantes impactos sociales y ambientales en los territorios, constituye una acelerada tendencia global de la que los países andinos no somos ajenos.
Il termine non traduce semplicemente l’inglese extraction: il suffisso -ismo segnala una dottrina, un regime, un modo organizzato di agire — non un gesto occasionale. Qualsiasi società estrae dal suolo ciò che le serve per vivere; l’extractivismo, in Gudynas, indica altro: un’intera economia regolata sull’uscita di materie prime in grandi volumi, quasi senza trasformazione, verso mercati esterni. L’oro coloniale, la gomma, il petrolio, la soia transgenica non sono episodi isolati, ma variazioni di uno stesso modello.
Questo modello ha una firma precisa: scarso valore aggiunto in loco, dipendenza dai prezzi internazionali fissati altrove, e danni sociali e ambientali — spostamenti di popolazione, inquinamento dei bacini idrografici, conflitti territoriali — trattati come esternalità accettabili dello «sviluppo». Gudynas insiste su un punto che sposta il dibattito politico latinoamericano: i governi definiti progressisti che nazionalizzano la rendita estrattiva senza cambiare questo modello restano, ai suoi occhi, estrattivisti — da qui la sua nozione di neo-estrattivismo, un’estrazione gestita dallo Stato anziché superata.
Da distinguere dal sumak kawsay ecuadoriano, che non è una diagnosi ma un orizzonte: dove l’extractivismo descrive una struttura economica da criticare, il sumak kawsay propone un altro rapporto con il vivente, fuori dalla logica estrattiva stessa. Il primo nomina il male, il secondo cerca altrove il bene.