Solastalgie
de sola (solari / desolare, latin) + -algia (douleur)
Neologismo coniato dal filosofo ambientale Glenn Albrecht per designare l’angoscia provata da chi vede il proprio ambiente di vita trasformarsi o degradarsi senza averlo mai lasciato. A differenza della nostalgia — sofferenza della lontananza, malinconia del ritorno —, la *solastalgia* colpisce chi non si è mosso: è il paesaggio a sfuggirgli da sotto i piedi. Un’emozione della Terra, non una malattia mentale.
La solastalgie est le mal du pays éprouvé alors que vous vivez toujours chez vous dans votre environnement habituel.
Albrecht assembla sola — la radice latina di solari (consolare) e desolare (devastare, abbandonare) — e -algia, il dolore. La parola è costruita sul modello di nostalgia, ma per segnare la differenza: dove la nostalgia nomina un’assenza continua di consolazione provocata dalla lontananza, la solastalgia nomina la stessa assenza di consolazione pur non avendo lasciato i luoghi. La desolazione viene a voi.
Albrecht la coniò ascoltando gli abitanti della valle dell’Upper Hunter, in Australia, osservare l’estrazione mineraria a cielo aperto disfare il loro paesaggio. Né sradicati né in esilio: rimasti a casa, davanti a una casa che cessa di essere la loro. Sottolinea la durata — è l’erosione graduale di un’identità intrecciata al luogo amato, non lo choc improvviso di una catastrofe. E respinge l’etichetta clinica: la solastalgia «descrive uno stato esistenziale, un’emozione, e non una malattia mentale». È, nel suo lessico, una delle emozioni della Terra, al pari della paura o del lutto ecologico.
Il gesto si inserisce nello sforzo di relianza: nominare per rendere pensabile e condivisibile ciò che la devastazione dell’ambiente fa alla psiche, piuttosto che lasciarlo senza parole.
La solastalgia ≠ la nostalgia: la seconda soffre di una distanza nello spazio o nel tempo, la prima di una perdita subita in loco. Non coincide neppure con l’eco-ansia: questa teme un futuro minaccioso, mentre la solastalgia piange una degradazione già presente, sotto gli occhi.