Riforma
« Ri-formare » significa ridare forma, ristabilire una forma migliore. Nella bocca del potere, la parola è giunta a designare l'opposto: chiudere, ridurre, smantellare. Seguiamo lo slittamento pezzo per pezzo, dal latino *reformare* alle « riforme strutturali », attraverso sei lingue.
Riforma è una parola che ha cambiato campo. Annuncia che si migliorerà ciò che non andava, e serve sempre più a designare l’opposto: si chiude, si riduce, si smantella. Tra i due sensi, non è una sfumatura stilistica a giocarsi — è il rapporto di forza a scomparire. Resta da mostrare, pezzo per pezzo, come la parola sia stata rovesciata.
Il senso sotto la parola
Riforma viene dal latino reformare: re- (di nuovo) e formare (dare forma). Ri-formare significa ridare una forma — quella che una cosa aveva perduto, o una forma migliore. La parola ha dapprima indicato l’emendamento morale (riformarsi, correggere la propria condotta) e la restaurazione religiosa (la Riforma). Sempre un movimento verso il meglio, attraverso il ritorno a una forma giusta. Nulla, nella sua etimologia, autorizza a farne un sinonimo di distruzione.
La genealogia dello slittamento
Come passa riforma da « migliorare » a « smantellare »? Non per caso, ma per un lavoro. Éric Hazan, in LQR — la « lingua quintae respublicae », la lingua della Quinta Repubblica, modellata sul LTI di Klemperer —, annovera la parola tra gli eufemismi di governo e ne smonta l’uso:
L’onnipresente riforma: in LQR, la parola ha due usi principali. Il primo è rendere accettabili lo smantellamento delle istituzioni pubbliche e l’accelerazione della modernizzazione liberale.
Il procedimento è costante: prendere una parola carica di valenze positive, svuotarla del suo senso, poi usarla come maschera. Riforma non persuade con un argomento — disarma in anticipo ogni obiezione. Opporsi a una riforma significa già, nella piega della parola, opporsi al meglio. Il rapporto di forza svanisce sotto un’evidenza grammaticale, e la misura — qualunque essa sia — passa per il corso naturale delle cose, quello a cui non resterebbe che « adattarsi ».
Lo stesso velo, sei lingue
Lo slittamento non è una stranezza francese. La parola viaggia, e con essa la sua deriva — ma non ovunque con la stessa profondità.
| Langue | Forme du mot | Attestation |
|---|---|---|
| francese | réforme | ● |
| inglese | reform | ● |
| spagnolo | reforma | ● |
| tedesco | Reform | ● |
| cinese | 改革 gǎigé | ○ |
| arabo | إصلاح iṣlāḥ | ○ |
Lo slittamento « migliorare → smantellare » è attestato e documentato in francese (Hazan), e si osserva nell’area neoliberale occidentale — inglese (*labour market reform*, *welfare reform*), spagnolo (*reforma laboral*), tedesco (le *Reformen* dell’Agenda 2010). Il cinese 改革 *gǎigé* e l’arabo إصلاح *iṣlāḥ* conservano una carica più intatta: il primo resta legato all’apertura volontaristica (改革开放, « riforma e apertura »), il secondo a una radice morale e religiosa — *ṣ-l-ḥ*, « rendere buono, riparare, riconciliare ».
attesté par un dévoileur natif · lacune (non encore sourcé) — jamais « absent »
Nelle quattro lingue dell’area neoliberale, riforma funziona come un lasciapassare: la parola precede la misura e la assolve. In cinese, 改革 gǎigé — letteralmente « cambiare e trasformare » — resta ancorato a un progetto di Stato esplicito, non all’eufemizzazione di un ritiro; la sua carica è volontaristica, non difensiva. In arabo, إصلاح iṣlāḥ deriva dalla radice ṣ-l-ḥ, « rendere buono, sano, giusto »: porta ancora il senso morale e religioso di un riordino — la parola del riformismo musulmano —, e non è stata altrettanto completamente rovesciata in maschera gestionale.
Non significa che il cinese o l’arabo siano immuni: ovunque si imponga il vocabolario delle istituzioni finanziarie internazionali, le « riforme strutturali » importano con sé lo slittamento. Ma l’inventario è netto — il velo è più spesso là dove la parola ha servito di più a far passare lo smantellamento per un progresso.
Riformare, o disfare
La domanda che solleva il velo si condensa in cinque parole: si dà forma di nuovo, o si disfa? La parola non risponde mai — è la misura a rispondere. « Riforma delle pensioni », « riforma del mercato del lavoro »: ogni volta, restituire al verbo il suo senso primo — ridare forma — basta a far emergere ciò che esso ricopre, e a restituire al lettore la presa su ciò che gli si fa.
Fonti citate
- Éric Hazan, LQR. La propagande du quotidien, ed. Raisons d'agir, 2006, chap. « L'euphémisme ».