prohairesis
Facoltà di giudizio mediante la quale l’essere umano sceglie o respinge una rappresentazione prima di aderirvi. Essa designa l’atto stesso della volontà libera, distinta dagli impulsi esterni, e fonda la responsabilità morale. Senza di essa, la mente non è che uno specchio passivo degli eventi, incapace di distinguere ciò che dipende da sé da ciò che le sfugge.
Penser au hasard, donner au hasard son « assentiment » à telles ou telles idées, n’est-ce pas perdre sa liberté et sa dignité pour devenir le jouet des choses ?
La prohairesis è ciò per cui l’uomo si distingue dalle cose inanimate o dagli animali: è il luogo in cui si esercita il potere di dire « sì » o « no » a ciò che si presenta alla mente. Non si confonde con la semplice opinione, che può essere subita, né con il desiderio, che spesso nasce da una rappresentazione non esaminata. È l’istante in cui la ragione, prima di agire, valuta il peso di un’idea, di un’emozione o di una circostanza, e decide se meriti di essere accolta o respinta. Nella citazione, Epitteto sottolinea il pericolo di abbandonare questa facoltà al caso: senza di essa, l’assenso diventa meccanico, e l’uomo si riduce a un oggetto sballottato dagli eventi.
Agire attraverso la prohairesis significa dunque rifiutare di lasciare che le rappresentazioni si impongano da sé. Un’impressione di rabbia, di paura o di piacere colpisce dapprima la mente come un dato bruto; ma spetta alla prohairesis interrogarla: « Questa rabbia è giusta? Questa paura è fondata? » Se l’assenso viene dato senza esame, l’uomo abdica alla propria libertà. La dignità di cui parla il Manuale risiede proprio in questa capacità di sospendere il giudizio, di non lasciarsi trascinare dal primo impulso. È il segno di un essere che non subisce, ma sceglie.
Questa facoltà non è un potere astratto: si esercita nel concreto delle situazioni, là dove gli altri vedono vincoli, essa distingue delle scelte. Non elimina gli eventi esterni, ma ne delimita la portata. Ciò che dipende da noi — i nostri giudizi, le nostre azioni — rientra nella prohairesis; ciò che non ne dipende — la morte, la reputazione, i beni — non deve corromperla. In questo, essa è al tempo stesso un baluardo e uno strumento: protegge l’uomo dalle illusioni e gli consente di agire in accordo con la sua natura razionale.