La lingua come ecosistema sacro

Shigeru Kayano e la sovranità ontologica delle parole ainu

La lingua come ecosistema sacro
Hirasawa Byōzan (平沢屏山), 1822 - 1876. Hokkaido, Giappone, Asia orientale — Cerimonia ainu di commiato dello spirito dell'orso (iomante), dipinto di Hirasawa Byōzan, 1875. Wikimedia Commons, Public domain (CC0).
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Una memoria viva tra le parole

Per Shigeru Kayano, la lingua del suo popolo non è un semplice strumento per scambiare informazioni. Essa costituisce uno spazio in cui si dispiega un’intera cosmologia, dove ogni termine porta con sé le tracce di un territorio e dei legami intessuti con gli esseri che lo abitano. Nel suo racconto, ricorda come questa lingua, appresa dai nonni, gli abbia trasmesso ben più che parole: un modo di stare al mondo, una percezione delle relazioni tra umani, non-umani e spiriti. Questa trasmissione orale, nutrita dai canti e dai racconti familiari, ha plasmato la sua comprensione di cosa significhi appartenere a un popolo la cui esistenza stessa è stata negata per secoli di dominio.

Kayano osserva che la lingua del suo popolo è stata progressivamente emarginata, al punto che molti dei suoi contemporanei non la padroneggiano più. Eppure, insiste sul fatto che non si tratta di un relitto del passato, ma di un sapere vivo, capace di rinnovare il modo in cui una comunità si percepisce e interagisce con l’ambiente. Per lui, preservarla non è un semplice sforzo di conservazione culturale, ma un atto politico e spirituale. Mantenere in vita questa lingua significa opporre resistenza all’oblio di un altro modo di pensare il mondo.

Il museo come atto di riparazione

Shigeru Kayano racconta come, dopo aver dedicato decenni a raccogliere oggetti artigianali del suo popolo, abbia scelto di aprire un museo per esporli. Ma questo luogo non si limita a una collezione di manufatti: diventa uno spazio in cui si incontrano i saperi di diversi popoli indigeni del mondo. Inserendo pezzi provenienti da altre culture, Kayano amplia la portata del suo progetto. Non si tratta più solo di preservare un’eredità locale, ma di costruire ponti tra culture che condividono una storia di resistenza e spoliazione.

Questo museo, che dapprima ha diretto da solo prima di fondarne un secondo, incarna una forma di riparazione simbolica. Mostrando questi oggetti, Kayano restituisce visibilità a un popolo la cui storia è stata a lungo occultata. Trasforma un luogo della memoria in uno spazio di dialogo, dove i visitatori possono scoprire un altro modo di concepire le relazioni tra gli esseri umani e il loro ambiente. Per lui, questi oggetti non sono semplici testimonianze del passato: portano con sé saperi pratici e spirituali che continuano a parlare alle generazioni presenti.

La lingua come territorio da riconquistare

Nel suo lavoro di compilazione di un dizionario, Shigeru Kayano sottolinea un’idea centrale: la lingua del suo popolo non ha bisogno di essere convalidata da ricerche accademiche per esistere. È già lì, radicata nella memoria di chi l’ha parlata e trasmessa. Annotando ogni parola che conosce, senza appoggiarsi a fonti esterne, afferma una forma di sovranità. Non spetta ad altri definire cosa questa lingua debba essere o significare; tocca a chi la porta farla vivere ed evolvere.

Kayano propone una via concreta per assicurarne la sopravvivenza: creare scuole in cui venga insegnata fin dalla più tenera età. Questa idea, che enuncia con chiarezza, va oltre il semplice apprendimento linguistico. Si tratta di permettere ai bambini di crescere in un universo in cui questa lingua sia una porta d’accesso a un altro modo di pensare, sentire e agire. Inserendo questo insegnamento nel sistema educativo, spera che le generazioni future possano riappropriarsi di un’eredità che è stata loro sottratta.

inglese

In order to revive the Ainu language and share the benefits of Ainu culture, establish, in regions that want them, nursery schools and elementary, junior high, and high schools that teach the Ainu language.

italiano

Per far rinascere la lingua ainu e trasmettere i benefici della cultura ainu, create, nelle regioni che lo desiderano, scuole dell’infanzia e istituti di istruzione primaria e secondaria di primo e secondo grado in cui questa lingua venga insegnata.

Shigeru Kayano, Our Land Was a Forest , libro Our Land Was a Forest  — ed. da Sarah M. Strong, Ainu Spirits Singing, University of Hawai'i Press, 2011 (manoscritto del 1922, pubblicato nel 1923), trad. viasophia

Una resistenza attraverso le parole e gli atti

Il percorso di Shigeru Kayano mostra come la preservazione di una lingua possa diventare una forma di resistenza. Rifiutando di lasciare che il suo popolo fosse ridotto al silenzio, ha trasformato il suo impegno in una lotta per il riconoscimento di un altro modo di abitare il mondo. Il suo lavoro, che si tratti della compilazione di un dizionario, della creazione di musei o del suo appello per scuole bilingui, dimostra che la lingua non è un semplice veicolo di comunicazione. È un territorio a sé stante, in cui si giocano questioni di memoria, spiritualità e sovranità.

Kayano ricorda che questa lingua, benché minacciata, non ha mai cessato di esistere. È sopravvissuta nei racconti degli anziani, nei canti, nei gesti quotidiani. Trasmetterla significa perpetuare un intero universo di significati. Ed è forse qui che risiede la sua forza più grande: nella capacità di offrire un’alternativa a un mondo che troppo spesso ha cercato di uniformare i modi di pensare e di essere.

Fonti citate

  • Shigeru Kayano, Our Land Was a Forest, ed. Sarah M. Strong, Ainu Spirits Singing, University of Hawai'i Press, 2011 (manuscrit de 1922, publié en 1923), trad. Sarah M. Strong (de l'ainu et du japonais vers l'anglais) ; rendu français maison.