Chinese · Filosofia occidentale

jian ai

Amore universale e imparziale, principio centrale del moismo volto a trattare gli altri senza distinzione di rango, parentela o appartenenza. Si oppone all’egoismo e alle parzialità che generano i conflitti, esigendo una benevolenza uguale verso tutti, come verso sé stessi. La pratica del *jian ai* implica atti concreti di solidarietà e giustizia, non una semplice disposizione affettiva.

Tian Chang was a Qi noble who drove Duke Jian (Jian Gong) from the throne in 481 BCE (see the Shiji 33 (vol.
Mozi, Mozi (le Livre de Maître Mo), Mozi (le Livre de Maître Mo).

Il jian ai (兼愛) indica un’etica dell’uguaglianza radicale, in cui l’amore per il prossimo non tollera alcuna gerarchia. Nel passo citato, l’usurpazione di Tian Chang funge da esempio negativo: illustra le conseguenze dei favoritismi (preferenze familiari, alleanze politiche) che il moismo condanna. Il jian ai richiede invece di considerare ogni essere umano con la stessa sollecitudine, che sia vicino o lontano, potente o vulnerabile. Questa imparzialità non è un’astrazione, ma una guida per l’azione: sfamare gli affamati, proteggere i deboli o rifiutare la violenza, senza riguardo per le distinzioni sociali.

A differenza di una benevolenza selettiva, che riserva i propri favori ai “propri”, il jian ai spezza le logiche di clan o di nazione. Non si tratta di amare meno i propri cari, ma di estendere a tutti la stessa cura, come se i confini tra “noi” e “loro” non esistessero. Questa universalità fonda una critica delle guerre e delle ingiustizie, percepite come fallimenti nell’incarnare tale principio. Il moismo lega così l’amore imparziale alla pace sociale, facendo dell’uguaglianza delle attenzioni il fondamento di un ordine armonioso.

La forza del jian ai risiede nel suo pragmatismo: non si limita a predicare una virtù, ma impone atti misurabili. Aiutare uno sconosciuto vale quanto aiutare un parente; difendere uno straniero vale quanto difendere il proprio paese. Questa esigenza pone l’individuo di fronte a una scelta costante tra parzialità e universalità, senza possibilità di compromesso. Il passo su Tian Chang mostra che i conflitti nascono proprio dall’oblio di questa regola, e che la loro risoluzione passa per il suo ripristino.

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