Latin · Filosofia occidentale

clinamen

Deviazione minima e imprevedibile degli atomi nella loro caduta, che introduce un principio di libertà all’interno di un determinismo meccanico. Questo movimento minimo, senza causa assegnabile, consente l’emergere delle forme e delle esistenze spezzando la necessità assoluta. Incarna lo scarto attraverso cui la natura si rinnova e sfugge alla ripetizione sterile.

Mouvements enchaînés l’un de l’autre naissants ! Pour les mieux concevoir, souviens-toi que l’espace Est sans fond.
Lucrèce, De la nature des choses, Livre II. · trans. André Lefèvre · source

Il clinamen indica quel movimento impercettibile per cui un atomo, nella sua caduta verticale attraverso il vuoto, devia improvvisamente dalla propria traiettoria. Questa deviazione non è calcolabile né prevedibile: si verifica senza motivo, come una rottura nell’ordine delle cause. Senza di essa, gli atomi, tutti identici e soggetti alle stesse leggi, non potrebbero mai incontrarsi né aggregarsi per formare i corpi. Il clinamen è dunque ciò che rende possibile la diversità del mondo, introducendo una crepa nella necessità meccanica.

Nel passo citato, Lucrezio invita a concepire lo spazio come un abisso senza fondo, in cui i movimenti non sono fissi ma nascono gli uni dagli altri. Il clinamen agisce qui come il principio stesso di questa nascita: è l’istante in cui la caduta si trasforma in incontro, in cui la ripetizione si muta in creazione. Senza questa deviazione, gli atomi resterebbero eternamente separati, e il mondo non sarebbe che un flusso indifferenziato. Il clinamen non è un caso nel senso moderno, ma una condizione minima di libertà in un universo governato da leggi.

Il termine oppone così due visioni della necessità: l’una, rigida, in cui tutto è determinato da cause precedenti; l’altra, aperta, in cui l’infima deviazione permette l’emergere dell’imprevisto. Il clinamen non nega le leggi della natura, ma le completa mostrando che la loro applicazione presuppone sempre uno scarto inaugurale. Non si tratta di un principio esterno, ma di una proprietà intrinseca del movimento, altrettanto essenziale quanto la gravità o il vuoto.

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