L'assurdità e la questione dei valori eterni

Due proposte di fronte all'assenza

L'assurdità e la questione dei valori eterni
Jan van Eyck — Crocifissione; Giudizio Universale (ca. 1436–38). Metropolitan Museum of Art, CC0.

È una proposta che si presenta come un tentativo di risoluzione. Riguarda un problema preciso, quello del suicidio, e cerca di affrontarlo senza ricorrere a ciò che, forse temporaneamente, manca o risulta alterato. Questa proposta non pretende di restaurare ciò che è assente, ma esamina ciò che può essere fatto in sua assenza.

Tenta di risolvere il problema del suicidio, così come L’uomo in rivolta tenta di risolvere quello dell’omicidio, in entrambi i casi senza l’aiuto di valori eterni che, forse temporaneamente, sono assenti o distorti nell’Europa contemporanea.

Albert Camus, Myth of Sisyphus  — ed. da traduzione francese di" maison livre="Il mito di Sisifo

Questo approccio non nega la possibile esistenza di valori eterni, ma constata la loro assenza o deformazione in un dato contesto. Non cerca di sostituirli, ma di agire nonostante la loro mancanza. Il problema del suicidio vi è trattato come una questione che esige una risposta immediata, senza attendere il ritorno di ciò che potrebbe renderla superflua. La soluzione proposta non si fonda su un aldilà o su un assoluto, ma su ciò che resta quando questi vengono messi tra parentesi.

Un’altra fedeltà

Un’altra proposta si presenta non come una risoluzione, ma come una preservazione. Non cerca di risolvere un problema, ma di mantenere intatto ciò che è dato. Qui, l’ortografia e la punteggiatura non vengono modificate, come se ogni alterazione rischiasse di tradire l’essenziale.

Le varianti di divisione delle parole sono state uniformate, ma ogni altra grafia e punteggiatura resta invariata.

Djalâl al-Dîn Rûmî, Masnavî  — ed. da traduzione francese" maison nomLangSource="persiano

Questa fedeltà letterale non è una semplice questione di forma. Suggerisce che ciò che è scritto porta in sé la propria necessità, e che ogni modifica, per quanto minima, potrebbe alterarne il senso. La punteggiatura e l’ortografia non sono dettagli accessori, ma elementi costitutivi di ciò che viene trasmesso. Rifiutando di adattarle, questa proposta afferma che il testo, così com’è, contiene già tutto ciò che è necessario.

Ciò che si tiene tra le due

Queste due proposte non si escludono. L’una tenta di risolvere un problema senza ricorrere a ciò che è assente; l’altra preserva ciò che è dato senza cercare di modificarlo. L’una agisce nell’assenza; l’altra mantiene nella presenza.

Non si contraddicono, ma si collocano su registri diversi. La prima si interroga su ciò che può essere fatto quando i punti di riferimento abituali vengono meno. La seconda afferma che ciò che è già lì non ha bisogno di essere trasformato per essere compreso. L’una è una risposta a una situazione; l’altra un atteggiamento di fronte a ciò che viene trasmesso.

Nessuna delle due pretende di detenere una verità ultima. L’una propone un modo di agire nonostante l’assenza; l’altra un modo di accogliere ciò che è dato. Tra le due, non c’è da operare una scelta, ma uno spazio in cui queste proposte possono coesistere senza negarsi. Assenza e presenza, risoluzione e preservazione non sono opposti, ma modi diversi di stare di fronte a ciò che è.

Fonti citate

  • Albert Camus, Myth of Sisyphus, ed. .
  • Djalâl al-Dîn Rûmî, Masnavî, ed. .