Il pensiero in motivi: l'intelligenza dei sistemi viventi

Narrare come tessitura di relazioni, secondo Tyson Yunkaporta

Il pensiero in motivi: l'intelligenza dei sistemi viventi
artista Hohokam sconosciuto — Calderone a Spalla con Motivo di Cesteria Diagonale (ARTIC 1993.352). Wikimedia Commons, CC0.
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Secondo Tyson Yunkaporta, la conoscenza non si conserva in archivi inerti, ma nel movimento stesso delle relazioni. Ciò che osserva è un modo di pensare in cui i saperi circolano attraverso reti viventi, dove ogni elemento – umano, terrestre, mnemonico – diventa un nodo in una trama più vasta. La durata dei dati non dipende dalla loro fissazione su un supporto, ma dal loro radicamento in legami che attraversano le generazioni. Questi legami non sono canali passivi: trasformano la conoscenza in qualcosa di dinamico, di condiviso, dove la memoria si nutre della presenza degli altri.

Questo approccio non rifiuta lo scritto, ma lo colloca in un dialogo con l’oralità. I due sistemi, lungi dall’opporvisi, si rafforzano a vicenda. La loro relazione conta quanto il loro contenuto specifico. Tyson Yunkaporta sottolinea che le tradizioni orali, quando si radicano in relazioni profonde, funzionano come ecosistemi cognitivi. La conoscenza vi è distribuita non come un oggetto da possedere, ma come un’energia da far circolare. Questa circolazione crea una forma di resilienza: se un anello viene a mancare, la rete persiste, perché la memoria non dipende da un unico punto di archiviazione.

Le tradizioni orali radicate in relazioni profonde costituiscono un modo di pensare in cui la conoscenza si fonda su reti biologiche di partenariato in equanimità – il che fornisce un firewall contro eventuali azioni di dittatori che un giorno potrebbero decidere di dare fuoco alle nostre biblioteche.

Tyson Yunkaporta, Sand Talk  — ed. da traduzione francese di Anne Delmas, Éditions Véga (Guy Trédaniel), 2021" maison langSource="fr

Ciò che Tyson Yunkaporta chiama lo spirito di parentela non è una metafora, ma una pratica concreta. Imparare con o da qualcuno significa iscrivere il sapere nello spazio che vi unisce. La memoria diventa allora relazionale: si risveglia in presenza dell’altro, o anche solo evocandone l’immagine, il nome. Questo modo di ricordare non si limita agli esseri umani. Si estende a tutto ciò che partecipa a queste reti di connessione, come se il pensiero stesso fosse una forma di simbiosi.

Il motivo piuttosto che la linea

In questa visione, la conoscenza non è una freccia che va da un punto A a un punto B. Disegna motivi, anse, intrecci. Ogni elemento di un sistema vivente – una persona, un racconto, un paesaggio – ha senso solo attraverso le sue relazioni con gli altri. Tyson Yunkaporta insiste su questa dimensione sistemica: il pensiero non si riduce all’analisi di frammenti isolati, ma emerge dalla loro messa in relazione. È un’intelligenza delle connessioni, in cui la comprensione nasce dal modo in cui le cose si compongono, piuttosto che dalla loro dissezione.

Questo approccio offre un’alternativa ai modi di pensare che privilegiano la linearità o la frammentazione. Suggerisce che la memoria, la trasmissione, persino la cognizione stessa, guadagnano in robustezza quando si appoggiano a reti piuttosto che a unità separate. Le biblioteche possono bruciare, i supporti materiali possono scomparire, ma finché le relazioni persistono, la conoscenza resta viva, accessibile, in movimento.

Una cognizione in equanimità

Ciò che Tyson Yunkaporta descrive va oltre una tecnica di memorizzazione. È un modo di abitare il mondo in cui il pensiero è sempre condiviso, sempre in dialogo. I saperi non sono possessi individuali, ma beni comuni, mantenuti in vita dalla circolazione e dalla reciprocità. Questa equanimità – questo partenariato senza gerarchie – crea uno spazio in cui la conoscenza non è un potere da detenere, ma una forza da far crescere insieme.

Lo spirito di parentela, come lo presenta, non è nostalgia del passato, ma una proposta per il futuro. In un mondo in cui i sistemi di sapere sono spesso indeboliti dalla loro dipendenza da infrastrutture centralizzate, questo approccio offre una via per ripensare la resilienza. Invita a considerare che la vera intelligenza non sta nell’accumulare, ma nella capacità di tessere legami – tra gli esseri umani, tra le generazioni, tra le forme di sapere.

Fonti citate

  • Tyson Yunkaporta, Sand Talk, ed. Éditions Véga (Guy Trédaniel), 2021 — éd. originale Text Publishing, 2019, trad. Anne Delmas.