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title: "Il *yukar* come archivio vivente: la resistenza epistemica di Chiri Yukie"
sousTitre: "Quando l'oralità ainu sfida l'oblio coloniale attraverso la sovranità narrativa"
description: "Attraverso *Ainu Shin'yōshū*, Chiri Yukie rivela come le epopee orali ainu (*yukar*) non siano semplici racconti folkloristici, ma tecnologie di sopravvivenza culturale. Radicate in una performance incarnata, preservano una visione del mondo minacciata dall'assimilazione giapponese, affermando al contempo una sovranità narrativa di fronte all'archivio coloniale. Una riflessione sulla trasmissione orale come atto di resistenza epistemica."
date: 2026-09-09
lang: it
tradition: ainu
auteurs: ["Chiri Yukie"]
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# Il *yukar* come archivio vivente: la resistenza epistemica di Chiri Yukie

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## La voce che resiste all'oblio

Chiri Yukie cresce in un mondo dove i racconti non si scrivono, ma si incarnano. Per lei, le epopee orali ainu, questi *[yukar](https://viasophia.org/lexique/yukar/)* tramandati di memoria in memoria, non sono vestigia di un passato remoto, ma strumenti di sopravvivenza. Portano con sé una conoscenza del mondo che sfugge alle categorie coloniali: non folklore, non semplice tradizione, ma una tecnologia viva, radicata nel corpo, nella terra e nella lingua. La sua opera, *Ainu Shin'yōshū*, non è una trascrizione neutra. È un atto politico, una riappropriazione della parola sottratta.

Osserva che questi racconti brevi, centrati sul mondo naturale, non possono essere compresi senza coglierne il contesto performativo. Nascono da una cultura in cui il sapere si vive attraverso l'ascolto, dove la conoscenza non è frammentata in concetti astratti, ma sperimentata nell'istante condiviso. A differenza della scrittura, che fissa e isola, l'oralità ainu è un evento: esige la presenza del narratore, lo spazio della performance, e una comunità per accoglierla. Chiri Yukie insiste su questa differenza fondamentale. Ciò che viene fissato sulla carta non è che un'eco impoverita di ciò che si dispiega nella voce, nel gesto e nel respiro.

  
    Understanding the circumstances in which she grew up, deeply knowledgeable of her people’s traditions and fully bilingual in Ainu and Japanese despite the policies of assimilation promoted by the Japanese local and national governments and the colonialist culture of discrimination, has led me to become more aware of the situation of indigenous peoples around the globe whose histories are marked by similar struggles.
  
  Comprendo le circostanze in cui è cresciuta, profondamente impregnata delle tradizioni del suo popolo e perfettamente bilingue in ainu e giapponese nonostante le politiche di assimilazione condotte dai governi locali e nazionali giapponesi e la cultura coloniale della discriminazione, ho preso maggiormente coscienza della situazione dei popoli indigeni nel mondo, le cui storie sono segnate da lotte simili.

*[Una voce dall'interno]* Chiri Yukie parla da una posizione unica: quella di una donna ainu che ha vissuto la pressione dell'assimilazione pur preservando la sua lingua e i suoi racconti. La resa italiana di questa citazione è una traduzione di casa, rispettosa del suo stile e delle sue sfumature. Non si limita a descrivere una cultura minacciata; ne incarna la resistenza attraverso il proprio percorso.

## L'archivio vivente contro l'archivio morto

L'incontro tra Chiri Yukie e il linguista giapponese Kinda’ichi Kyōsuke, nel 1918, segna una svolta. Quest'ultimo, affascinato dai racconti ainu, vi vede un equivalente delle epopee omeriche. Per lui, la loro trascrizione è un modo per salvarli dall'oblio, ma anche per elevarli al rango di patrimonio universale. Riesce a convincere la giovane donna a dedicare la sua vita a questo compito, insistendo sulla nobiltà di queste tradizioni. Tuttavia, secondo Chiri Yukie, questa visione nasconde una trappola: riduce l'oralità a un oggetto di studio, a un testo cristallizzato, mentre essa è anzitutto una pratica viva.

Kinda’ichi, formato alla cultura libresca, proietta sui racconti ainu categorie estranee. Li paragona alle epopee greche, come per conferire loro legittimità agli occhi del mondo accademico. Ma questo confronto, per quanto lusinghiero, oscura ciò che rende unico il *[yukar](https://viasophia.org/lexique/yukar/)*: il suo radicamento in un territorio, una lingua e una cosmologia specifici. Chiri Yukie sottolinea che questi racconti non sono "cose" da archiviare, ma eventi da vivere. La loro forza risiede nella capacità di rinnovarsi a ogni performance, di adattarsi alle circostanze, di resistere alla frammentazione imposta dalla scrittura.

## La sovranità narrativa come atto di resistenza

Per Chiri Yukie, la trasmissione orale non è un semplice modo di conservazione, ma una forma di sovranità. Mantenendo vive le epopee ainu, il suo popolo afferma il diritto a una narrazione autonoma, indipendente dai quadri coloniali. Le politiche di assimilazione giapponese, che miravano a sradicare la lingua e le tradizioni ainu, non sono riuscite a zittire questi racconti. Sono sopravvissuti perché portati da corpi, voci, memorie che rifiutano di lasciarsi ridurre al silenzio.

Ricorda che l'oralità ainu non è una sopravvivenza del passato, ma una pratica attuale, un modo di pensare il mondo che sfida le logiche coloniali. A differenza della scrittura, che separa e analizza, l'oralità unisce e abbraccia. Non si limita a raccontare storie: le fa esistere, qui e ora. In questo, il *[yukar](https://viasophia.org/lexique/yukar/)* è ben più di un racconto. È una tecnologia di resistenza, un mezzo per preservare una visione del mondo di fronte a chi vorrebbe cancellarla.

## L'ascolto come atto politico

Chiri Yukie invita a un ascolto diverso. Non quello che cerca di afferrare, classificare, possedere, ma quello che accetta di lasciarsi trasformare da ciò che ode. I racconti ainu non chiedono di essere compresi secondo i criteri della cultura libresca, ma di essere sperimentati nella loro dimensione performativa. Ricordano che la conoscenza non è solo questione di parole, ma di relazioni: tra il narratore e il suo pubblico, tra gli esseri umani e il mondo non umano, tra passato e presente.

Scegliendo di trascrivere questi racconti, Chiri Yukie non cede alla tentazione dell'archivio morto. Ne fa un ponte tra due mondi, un modo per rendere visibile ciò che era destinato a scomparire. Ma insiste: il testo scritto non sarà mai l'equivalente della performance. Ne è solo un'eco, una traccia. Il vero archivio, quello che resiste all'oblio, è quello che continua a vivere nelle voci di chi lo trasmette.

## Fonti

- Chiri Yukie, *Ainu Shin'yōshū* — Sarah M. Strong, Ainu Spirits Singing, University of Hawai'i Press, 2011 (manuscrit de 1922, publié en 1923), trad. Sarah M. Strong (de l'ainu et du japonais vers l'anglais) ; rendu français maison


Fonte canonica : https://viasophia.org/it/reenchanter/2026-09-09-yukar-comme-archive-vivante-resistance/
