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title: "Amare ciò che nutre"
sousTitre: "Nella lingua hawaiana riscoperta da George Kanahele, la terra non si nomina con una parola di superficie o di proprietà: ʻāina, « ciò che nutre ». E l’amore che le si porta, aloha ʻāina, ha come rovescio un dovere di cura."
description: "ʻĀina, la terra hawaiana, deriva da ʻai, mangiare: « ciò che nutre ». Secondo George Kanahele (Kū Kanaka), aloha ʻāina — l’amore per la terra — si rivolge a un avo vivente, non a una risorsa, e si accompagna alla cura, mālama."
date: 2026-07-01
lang: it
tradition: kanaka-oiwi
auteurs: ["George Kanahele"]
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# Amare ciò che nutre

In un *loʻi*, una terrazza allagata di Kauaʻi, una donna è china fino alle ginocchia nel fango rossastro, intenta a trapiantare giovani germogli di taro. Alle sue spalle, le montagne trattengono la pioggia. È una scena ordinaria di lavoro — ed è anche, nella lingua del luogo, una scena di parentela. Perché la parola hawaiana per la terra in cui lavora non indica né il suolo, né il dominio, né la superficie. Dice altro, che George Kanahele, studioso kanaka ʻōiwi che ha dedicato la vita a riscoprire i valori del suo popolo, trae da una sola etimologia.

  
    …land, or ʻāina, literally, that which feeds. The word is derived from the noun or verb ʻai, meaning food or to eat, with the substantifier na added. ʻĀina links the occupation of the planter and the most vital life-ensuring function of eating.
  
  …la terra, o *ʻāina*, letteralmente, ciò che nutre. La parola deriva dal nome o dal verbo *ʻai*, che significa cibo o mangiare, con l’aggiunta del suffisso sostantivante *na*. *ʻĀina* lega il mestiere del coltivatore alla funzione vitale per eccellenza: nutrirsi.

Tutto è racchiuso nel nome. Dove il francese classifica la terra tra le *risorse* — le cose utili, disponibili, tenute in serbo —, l’hawaiano la nomina con l’unico gesto che conta quando si ha fame: *essa nutre*. La terra non è anzitutto un’estensione che si percorre, né un bene che si possiede: è la nutrice. Kanahele lo osserva con un sorriso — « solo un popolo davvero agrario (o un popolo che ama mangiare!) poteva forgiare una parola simile ». Un popolo battezza così la propria terra solo se la riceve come un dono che viene, non come un fondo da sfruttare.

*[Papa e Wākea]* La *ʻāina*, scrive Kanahele, era considerata dagli antichi « un essere vivente », nato dall’unione di *Papa* (la Terra-madre) e *Wākea* (il Cielo-padre). Amare la terra, dunque, non significa commuoversi per un paesaggio: significa riconoscere un avo da cui discendiamo.

Se la terra nutre, l’amore che le si porta non è un di più dell’anima: è la giusta risposta a ciò che si riceve. Gli Hawaiani lo esprimono con una parola, *aloha ʻāina* — l’amore per la terra —, e Kanahele ne sottolinea subito il rovescio concreto. Il rispetto per la terra, scrive, « è essenzialmente una questione di *mālama* e di *aloha*: di cura portata con amore ». *Mālama*, prendersi cura. Si continua a ricevere il proprio nutrimento solo se si mantiene in vita colei che lo dona; la relazione è bidirezionale, come tra un figlio e il genitore che lo ha nutrito. Amare *ʻāina* significa prendersene cura — e questa cura non è gestione, è pietà.

  
    It means love of the land, or the country, and therefore can be synonymous with patriotism.
  
  Significa l’amore per la terra, o per il paese, e può quindi essere sinonimo di patriottismo.

La parola *patriottismo* potrebbe far inciampare. Noi la intendiamo rivolta a una nazione, a una bandiera, a un confine — a un suolo inteso come proprietà collettiva. Ma Kanahele ne sposta l’oggetto senza negarlo: ciò che *aloha ʻāina* difende non è uno Stato né un titolo fondiario, ma la terra-che-nutre stessa, l’avo. Qui non si combatte per ciò che si possiede, ma per colei da cui si discende e che ci ha nutrito. La parola conserva il fervore del patriottismo e ne muta il destinatario: invece di una patria da sventolare, una nutrice da non profanare.

Le nostre due parole, invece, separano ciò che questa tiene unito. La *risorsa* colloca la terra dalla parte delle cose, in riserva per i nostri bisogni; l’*ecologia* instaura un soggetto che amministra di fronte a un oggetto da gestire. In entrambi i casi, restiamo in piedi davanti alla terra, a distanza, a decidere del suo uso. *ʻĀina* rovescia la postura: la terra non è davanti a noi, è sotto di noi e prima di noi, ci precede come la madre precede il figlio, ed è lei che nutre. Non si gestisce colei che ci ha nutrito. Si [ama, e ci si prende cura](https://viasophia.org/lexique/aloha-aina/) — l’amore e la cura essendo, in questa parola, un unico e medesimo debito.

## Fonti

- George Huʻeu Sanford Kanahele, *Kū Kanaka — Stand Tall: A Search for Hawaiian Values* — University of Hawaiʻi Press, 1986, trad. texte original en anglais (chercheur kanaka ʻōiwi nommé) ; rendu français maison


Fonte canonica : https://viasophia.org/it/reenchanter/2026-07-01-aimer-ce-qui-nourrit/
