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title: "Puhpowee"
sousTitre: "Robin Wall Kimmerer, botanica e membro della Nazione Potawatomi, racchiude in tre sillabe ciò che la scienza non sa esprimere."
description: "Puhpowee, parola potawatomi: la forza con cui i funghi emergono dalla terra durante la notte. Come una lingua coniuga il vivente come soggetto."
date: 2026-06-06
lang: it
tradition: potawatomi
auteurs: ["Robin Wall Kimmerer"]
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# Puhpowee

Al mattino, un fungo si erge dove, la sera prima, non c’era nulla. Color crema, spuntato tra gli aghi di pino, ancora umido del suo passaggio dalla notte e dalla terra alla luce. Robin Wall Kimmerer — biologa e membro della Nazione Potawatomi — conosce una parola per la forza che lo ha spinto fuori durante la notte. L’inglese, la sua lingua di scienziata, non ne ha.

> Puhpowee, spiega, si traduce con « la forza con cui i funghi emergono dalla terra durante la notte ».
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> — **Robin Wall Kimmerer**, *Tresser les herbes sacrées*, ch. 6. éd. da traduzione francese di Véronique Minder, Le lotus et l'éléphant, 2021.

Lo scopre in Keewaydinoquay, etnobotanica anishinaabe, in un trattato sugli usi tradizionali dei funghi. Lo choc per la biologa non è da poco: nonostante l’abbondanza del suo vocabolario tecnico, la sua scienza non possiede un termine per questo. Può descrivere la pressione di turgore, l’allungamento delle ife, ma non *la forza che sale*. Dove l’inglese vede un processo, il potawatomi nomina una potenza.

*[bodwewadmin]* *Puhpowee* appartiene al bodwewadmin, la lingua potawatomi — quella degli antenati di Kimmerer, che lei non ha ereditato e che impara da adulta, in un popolo dove restano solo una manciata di parlanti.

Questa mancanza, Kimmerer non la attribuisce a un ritardo della scienza, ma alla sua **grammatica**. L’inglese dei laboratori, dice, è un « linguaggio degli oggetti »: classifica il mondo tra le cose. Il potawatomi, invece, coniuga gran parte del vivente come si coniuga un soggetto — una bacca, una montagna, l’acqua possono *essere* nel senso in cui è una persona. È ciò che lei chiama la grammatica del vivente.

> I creatori di questa parola concepiscono il mondo come un tutto vivente, attraversato, colmato da energie invisibili che infondono vita e animano.
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> — **Robin Wall Kimmerer**, *Tresser les herbes sacrées*, ch. 6. éd. da traduzione francese di Véronique Minder, Le lotus et l'éléphant, 2021.

Bisogna resistere alla tentazione di leggervi una semplice poesia, o una credenza « animista » da relegare nel museo delle visioni del mondo. La rivendicazione di Kimmerer è più asciutta, e più radicale: è **grammaticale**. *Puhpowee* non adorna l’osservazione del fungo, ne determina lo statuto — soggetto che agisce, non oggetto che si misura. La domanda che ci lascia non è « bisogna crederci? », ma: cosa vedremmo del mondo se anche le nostre lingue coniugassero il vivente come qualcuno, e non come qualcosa?

## Fonti

- Robin Wall Kimmerer, *Tresser les herbes sacrées* — Le lotus et l'éléphant, 2021, trad. Véronique Minder


Fonte canonica : https://viasophia.org/it/reenchanter/2026-06-06-puhpowee/
