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title: "Riforma"
sousTitre: "« Ri-formare » significa ridare forma, ristabilire una forma migliore. Nella bocca del potere, la parola è giunta a designare l'opposto: chiudere, ridurre, smantellare. Seguiamo lo slittamento pezzo per pezzo, dal latino *reformare* alle « riforme strutturali », attraverso sei lingue."
description: "Indagine sulla parola « riforma » attraverso sei lingue (francese, inglese, spagnolo, tedesco, cinese 改革, arabo إصلاح). Significato originario: ridare forma, migliorare (*reformare*). Deriva contemporanea: eufemizzare lo smantellamento di istituzioni pubbliche. Lo slittamento « migliorare → smantellare », documentato in francese da Éric Hazan (*LQR*), si osserva nell’area neoliberale occidentale; il cinese *gǎigé* e l’arabo *iṣlāḥ* conservano una carica più intatta."
date: 2026-07-13
lang: it
tradition: transversal
auteurs: ["Éric Hazan"]
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# Riforma

Riforma è una parola che ha cambiato campo. Annuncia che si migliorerà ciò che non andava, e serve sempre più a designare l’opposto: si chiude, si riduce, si smantella. Tra i due sensi, non è una sfumatura stilistica a giocarsi — è il rapporto di forza a scomparire. Resta da mostrare, pezzo per pezzo, come la parola sia stata rovesciata.

## Il senso sotto la parola

*Riforma* viene dal latino *reformare*: *re-* (di nuovo) e *formare* (dare forma). Ri-formare significa ridare una forma — quella che una cosa aveva perduto, o una forma migliore. La parola ha dapprima indicato l’emendamento morale (*riformarsi*, correggere la propria condotta) e la restaurazione religiosa (la Riforma). Sempre un movimento verso il meglio, attraverso il ritorno a una forma giusta. Nulla, nella sua etimologia, autorizza a farne un sinonimo di distruzione.

## La genealogia dello slittamento

Come passa *riforma* da « migliorare » a « smantellare »? Non per caso, ma per un lavoro. Éric Hazan, in *LQR* — la « *lingua quintae respublicae* », la lingua della Quinta Repubblica, modellata sul *LTI* di Klemperer —, annovera la parola tra gli eufemismi di governo e ne smonta l’uso:

> L’onnipresente riforma: in LQR, la parola ha due usi principali. Il primo è rendere accettabili lo smantellamento delle istituzioni pubbliche e l’accelerazione della modernizzazione liberale.
>
> — **Éric Hazan**, *LQR. La propaganda del quotidiano*, livre LQR. La propagande du quotidien, ch. L'eufemismo. éd. da traduzione francese di Éric Hazan, *Raisons d'agir*, 2006.

Il procedimento è costante: prendere una parola carica di valenze positive, svuotarla del suo senso, poi usarla come maschera. *Riforma* non persuade con un argomento — disarma in anticipo ogni obiezione. Opporsi a una riforma significa già, nella piega della parola, opporsi al meglio. Il rapporto di forza svanisce sotto un’evidenza grammaticale, e la misura — qualunque essa sia — passa per il corso naturale delle cose, quello a cui non resterebbe che « adattarsi ».

## Lo stesso velo, sei lingue

Lo slittamento non è una stranezza francese. La parola viaggia, e con essa la sua deriva — ma non ovunque con la stessa profondità.

Nelle quattro lingue dell’area neoliberale, *riforma* funziona come un lasciapassare: la parola precede la misura e la assolve. In cinese, 改革 *gǎigé* — letteralmente « cambiare e trasformare » — resta ancorato a un progetto di Stato esplicito, non all’eufemizzazione di un ritiro; la sua carica è volontaristica, non difensiva. In arabo, إصلاح *iṣlāḥ* deriva dalla radice *ṣ-l-ḥ*, « rendere buono, sano, giusto »: porta ancora il senso morale e religioso di un riordino — la parola del riformismo musulmano —, e non è stata altrettanto completamente rovesciata in maschera gestionale.

Non significa che il cinese o l’arabo siano immuni: ovunque si imponga il vocabolario delle istituzioni finanziarie internazionali, le « riforme strutturali » importano con sé lo slittamento. Ma l’inventario è netto — il velo è più spesso là dove la parola ha servito di più a far passare lo smantellamento per un progresso.

## Riformare, o disfare

La domanda che solleva il velo si condensa in cinque parole: *si dà forma di nuovo, o si disfa?* La parola non risponde mai — è la misura a rispondere. « Riforma delle pensioni », « riforma del mercato del lavoro »: ogni volta, restituire al verbo il suo senso primo — ridare forma — basta a far emergere ciò che esso ricopre, e a restituire al lettore la presa su ciò che gli si fa.

## Fonti

- Éric Hazan, *LQR. La propagande du quotidien* — Raisons d'agir, 2006, chap. « L'euphémisme »


Fonte canonica : https://viasophia.org/it/devoiler/2026-07-13-reforme/
